Alpini di Crognaleto

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CI STEA 'NA 'OTE :Gli ABRUZZESI

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COMPONIMENTO POETICO: GLI ABRUZZESI

 
CI STEA   'NA   ‘OTE                  C'ERA UNA VOLTA
Versi in vernacolo di Mario Lolli                                      Traduzione in lingua
 
 
Nu tempu lontanu de seculi  arrete,                            Un tempo lontano,  tanti secoli addietro,
mmischiata aji soli e alle stelle comete,                     mischiata ai soli e alle stelle comete,
'ntuvina  'nu pocu che ss'era prodotta?                     indovina un po' che cosa si era formata?
'na cosa curiosa: 'na specie   'e gammotta.               una cosa curiosa,  una specie di gomitolo.
Sopr'essa ci steano, a fattela breve,                           Sopra questo c'erano, a dirtela brevemente,
fiumane e montagne coperte de neve;                       fiumane e montagne coperte di neve;
pe' fa' la parija a  'ssi chiari de luna,                             per far la pariglia a questi chiari di luna,
de bestie e de piante sortanto chigguna;                   di bestie  e di piante soltanto qualcuna;
'na freca de sassi, petroliu e metanu,                         moltissimi sassi, petrolio e metano,
ma manco la puzza de quacche cristianu.                 ma neanche l'odore di qualche cristiano.
Durante 'sta lagna, 'ntramezz'a 'st'ammassu,           Durante quella lagna, in mezzo a quell' ammasso,
'nu monte  de quiji, chiamatu GRANSASSU,           un monte di quelli, chiamato GRANSASSO,  
che ss'era scocciatu de vive  'n zurdina,                    che si era scocciato di vivere in sordina,
decise 'nu jurnu de fa 'na manfrina.                            decise un giorno di fare una bravata.
 
Senténnose dentro 'nu stranu calore,                       Sentendosi dentro uno strano calore,
'na voja de fa' justappundu all'amore,                        una voglia di fare proprio all'amore,
jettò tutt'attornu 'nu sguardu assassinu                   gettò tutt'intorno uno sguardo assassino
e vedde, ma pròpetu loco vicinu,                                 e vide, ma proprio lì vicino,
vistita de neve, coperta de ggelu,                                vestita di neve, coperta di gelo,
ma pina de sole e d'azzurru de celu,                           ma piena di sole e d'azzurro del cielo,
'na bbella montagna dell'atre cchiù bella                  una bella montagna delle altre più bella
che d'era chiamata de nome MAJELLA.                   che era chiamata di nome MAJELLA.
Ji fece 'na corte cuscinta spietata                               Le fece una corte così spietata
che quella  pe' forza remase 'ncantata.                      che quella per forza rimase incantata.
Siccome  era femmona e quinni ciuciuetta               Siccome era femmina e quindi civetta
se fece, perciò, retira' la cauzetta;                               si fece, perciò, ritirare la calzetta;
pe' pocu, però, pecchè già se vetea                            per poco, però, perché già si vedeva
che, gira e revota, pur'essa ci stea.                            che, gira e rigira, anche lei ci stava.  
S'amorno cuscinta co' tutte le forze                           Si amarono così con tutte le forze
che, pe' ju calore, la neve se sciorze;                         che, per il calore, la neve si sciolse;
la terra finì d'esse soda e gnorante,                           la terra finì di essere soda e ignorante,
spuntorno coll'erba 'nu saccu de piante                   spuntarono con l'erba tantissime piante
de tanti colori pe' fa' da cornice                                   di tanti colori per fare  cornice
la cchiù naturale a 'ssa coppia filice.                          la più naturale  a quella coppia felice.
Appena passati 'nu pocu de mesi                               Appena passati  pochi  mesi
nascettero ji fiji chiamati ABBRUZZESI:                   nacquero i figli chiamati ABRUZZESI:
cuscì ficurorno aju Statu Civile.                                  così figurarono alla Stato Civile.
La razza ch'escette fu forte ggintile.                           La razza che uscì fu forte e gentile. 
                                                          
                                                                   oooooOooooo 
 
 
Lo saccio che tu, che sci' curtu de  mente,                Lo so che tu che sei corto di mente,
vurristi sape' come mai quella ggente                         vorresti sapere come mai quella gente
- pozz'esse mo' accisa la curiosità -                             - possa essere ora  uccisa la curiosità -
tenesse nnascuci 'sse ddu qualità.                             avesse nascoste queste due qualità.
La cosa me pare ch'è pròpetu vecchia;                      la cosa mi sembra che è proprio vecchia;
comunque pe' ti la ripeto, ma attecchia.                     comunque per te la ripeto, ma ascolta.
Comenzo: la forza ji venne affibbiata                         Comincio: la forza gli venne affibbiata
pecchè abbonicundi 'ssa gente era nata                   perché, in conclusione, quella gente era nata
da ddu' gginitori chiuttostu rubusti                             da due genitori piuttosto robusti
(parlenno moternu dirrìa da ddu' fusti);                     (parlando modernamente direi da due fusti);
risponno e concluto pe' lla ggintilezza:                       rispondo e concludo per la gentilezza:
ji venne trasmessa pe' via  dell'ardezza.                    gli venne trasmessa per via dell'altezza.   
 
 

 

 
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